Le attività progettuali hanno riguardato riutilizzo sociale ed economico dei beni confiscati in Italia.

L’approccio seguito è di tipo interdisciplinare: discipline giuridiche (di stampo costituzionalistico, penalistico e amministrativistico); in dialogo con le scienze dure (ingegneri informatici e matematici). L’obiettivo principale consiste nel conciliare la dimensione teorico-concettuale e giuridica (disciplina di riferimento) con quella applicativa (procedura di esecuzione della confisca, utilizzo di intelligenza artificiale e blockchain, modalità di destinazione dei beni).

Le finalità sono state perseguite principalmente attraverso:

  • un’analisi teorica volta a individuare le principali disfunzioni del modello normativo italiano e sovranazionale (prospettiva penale);
  • un’analisi della prassi, con particolare attenzione al ruolo del Parlamento (prospettiva costituzionale);
  • attività di monitoraggio civico sui beni confiscati;
  • analisi dell’impatto della confisca sulle economie criminali e dei riflessi economici e sociali derivanti dal riutilizzo dei beni confiscati;
  • studio e analisi delle modalità di utilizzo delle nuove tecnologie nell’ambito dei procedimenti e delle procedure di confisca dei beni (prospettiva ingegneristica).

Tali attività mirano a perseguire obiettivi su tre diversi livelli: giuridico-economico, istituzionale e tecnologico.

A livello giuridico-economico

Sviluppo di un dossier di studio sulla performance delle attività istituzionali e sociali finalizzate al recupero dei beni confiscati.

A livello istituzionale

Elaborazione di una proposta di legge per correggere le disfunzioni dell’attuale modello di gestione dei beni confiscati e rafforzare il coordinamento istituzionale (organi, Agenzia Nazionale, prefetture, ecc.) e il terzo settore.

A livello tecnologico

Attraverso il sito web per la diffusione e disseminazione dei risultati della ricerca e per la consultazione delle attività di monitoraggio civico sui beni confiscati, finanziato dall’Unione Europea e supportato dall’esperienza già maturata nella programmazione di software sui beni confiscati (2 siti; 1 blog; 1 bot Telegram; 1 podcast, realizzati dall’Unità di Napoli, nell’ambito di due progetti coordinati dal PI aggiunto, RU Napoli).

  • Sviluppo di un’applicazione e di un podcast
  • Programmazione di un sistema blockchain per un database contenente i beni confiscati in Italia, la loro destinazione e la tracciabilità della loro storia: gestione, attività e passaggi (vendita).
  • Sperimentazione di modalità di applicazione dell’intelligenza artificiale mediante algoritmi capaci di identificare le modalità di destinazione dei beni più idonee, sulla base dei parametri del territorio.